Poems
I have fun writing poems since I was at high school (no AI involved!). Here are some selected examples, mainly that inspired by my cat Lisca. Eventually I will try to add the English translation.
Lisca
14/9/2025
Oh, gioiosa esplosione di vibrisse
che bianca irradia e splendente il meriggio
mentre ondeggia grazioso ’l capo, ondeggia
a leccar la zampina cotonosa!
Oh, che incornici le orecchie e le nari,
la nera rota degl’occhi e t’espandi
nello spazio come limpida luce,
sinuosa come ’l suono d’un violino!
Un virtuosismo di calligrafia
persiana parmi e si perde ’l pensiero
delle tue linee nell’etereo
gioco intessuto sul vuoto. Oh, Lisca!
Ogni pelo è un’opera ineguagliabile
e la piccola lingua corallina
che zampilla tra l’unghie! …mentre, intente
sotto i monti dell’aggrottate ciglia,
son le caverne d’oro dell’Abisso.
Matite
1/7/2025
In un sospiro
straniante
alzo gli occhi dal quaderno.
Le matite
sul tavolino
mi appaiono
usacchiate da qualcun altro
che non sono io
come
scenografia da teatro
mentre
la cicala suona
messe lì
ferme
aspettano.
Respirazione
20/5/2025
Inspiro.
L’aria bagnata
asseconda il mio vuoto
condotti
diramazioni
Minuscole
anguste le costole si spalancano
sull’atmosfera
sbocciano
tra il suo canto scrosciante,
rami ricurvi di un albero
risonante
tra i colpi della pioggia
che cade.
Bianche
cave le ossa sono
le pareti della stanza
e il tetto di nubi
sulla città
percorsa dal vento.
A Lisca
7/9/2023
O Lisca, Lisca eterea!
Lisca, mia signora,
con lumi d’auro lanigera sfera!
Una sfera d’etere, una luna,
luna nera, Midon, una luna nuova!
Ombra tonda tra l’ombre!
Spirto gentil! Quale onor se ti posi
con grazia immateriale
(inevitabile et pura ti posi
come la notte sul mondo assopito)
su questa penna che t’innalza lodi
e pur la mano e ’l braccio
e tutto inglobi?
Qual se con l’arte tua somma
distendi la zampina cotonosa
su l’inchiostro brillante,
su le tinte ancora d’umor bagnate,
su la tastiera sensibile al tocco?
Mio Genio benigno, che ti sposti
nello spazio sin moto arcanamente,
sublimando e brinando,
come posso con cibo e carezze
compensar le tue dure fatiche,
meditare, impastar, effondere
il tuo canto celestiale,
svegliarmi, vegliarmi
dal canto oscuro didietro a una porta
o dall’immobil tenda?
Fantasticheria Pisana
4/9/2023
Spalanca in placido agguato le fauci
tra l’acque torbide un ramo solingo,
mentre fusi in una nebula bigia
indistinta son l’argini dell’Arno,
i palazzotti, il Sole e le Sfere
Celesti e tutte le immense galassie
che danzan l’etereo marchingegno:
tutti invischiati in quella
spessa matrice ch’ogni gerarchia,
ogni distanza sovverte ed annulla.
Ed è solo quel ch’è noto: la vista
è il guardo del pensiero.
E potrebbe Essere qualunque cosa
e potrei essere ovunque e in ogni tempo.
D’altro canto non vedo proprio nulla…
Ecco: il ponte finisce e s’ammassa
la gente. S’irrita al tardo semaforo.
Rosso. Verde. [resto un poco discosto]
Traverso la strada e guardo il selciato
dove la folla è rada:
là incede regale, alta la testa
sul collo iridescente. E’ una giovane
dama. Nell’alba l’artigli ricurvi
brillano, picchiettan l’asfalto gelido
sicuri e fermi come il ticchettio
d’un orologio. Sulle zampe magre
coralline scorticate ondeggia il
piumaggio cinerino e mentre intenta
coi lumi tondi infuocati perlustra
la strada e a gara cogl’altri s’inchina
su qualche briciola sparsa, la fronte
che s’alza e tuffa, col bianco diadema
nell’aria fredda nebbiosa splendente,
ha la fierezza degl’avi tiranni.
Procedo. Più innanzi schivo per poco
una pozzanghera che s’apre limpida
sul nero marciapiede.
L’aria è insipida e greve,
ma in quella il cielo brilla più vicino,
più nitido e reale.
E’ il gorgoneion d’un’Apocalisse
normanna, ma all’opposto: un portale
per i Cieli. Pubblicità Celeste.
M’affretto, ma rifletto
che tra breve splenderà d’un bagliore
tagliente. A mezzogiorno quell’acque
sono i veltri del Sole: impietose
mordono il guardo fuggiasco dall’astro
feroce. Nel pomeriggio si fanno
concrete. I loro vortici lenti
ben s’affanno alle incombenze del giorno,
agli affanni quotidiani di chi
a malapena le scorge. La sera
sono abissi profondi sconfinati
ove è tema cadere e l’improvviso
lampo ratto d’un lampione nel passo
affrettato le rende
cupi laghi montani.
Montagne
18/9/2022
Minute facce di poliedri
immensi s’assaltano e nell’urto
lampeggian con ali di pietrisco
abbacinante. E tra cotanta
carnicina ferocia s’incuneano
lame d’indaco vibranti e dove
si squarciano i colli a vomitare
questa allucinata architettura
viva, si slancia a valle una turba
di gatti orripilati, rigonfie
ritte le code verdi e ferrigne.
Più giù, lungi dallo scatenato
clangore del Sole, dalle litiche
liti titaniche dove i Gravi
fanno breccia furiosa tra gl’Astri,
più giù, nelle gole gorgoglianti
opaline ove ondeggiano i fiori
violetti sui loro lunghi steli,
qui, entro il cupo verde sipario,
solinga è sulla scena la cerea
vaga attinia dell’abete estinto,
che con l’unghie coralline addita
nell’oscurità l’evanescente
fregio della roccia, che ritorce
in una curva vertiginosa
li molteplici strati. E allora
serpe il filo del pensiero come
un drago tra quelle masse immani,
scopre il Tempo che s’annoda ancora
e ancora in pulsanti convulsioni.
Il Gatto è un Animale Metafisico
11/7/2022
Il gatto è un animale metafisico.
Non perché perda la pace e la quiete
in arzigogoli e almanaccamenti:
il gatto trascende l’umano lume,
la logica dell’ove sieda è occulta,
mentre ogni legge, ogni moto è già noto
alla morbidosa fiera e il futuro,
il passato si specchia nelle perle
adamantine dei suoi occhi limpido,
il mondo si svolge nel suo pensiero
sine mediazione d’imago e verbo,
come volan l’acque in placido rivo.
Ma il gatto è anche una creatura fisica!
Immerso nel Tempo, non se ne cura
e trascorre tra ineffabili sogni
e veglie contemplative la vita
materica. Vagheggia l’Armonia
ch’intende o corruccia il piloso guardo
d’abissale saggezza (similmente
su sé stesse s’inarcan le montagne
quando il Tartaro tutto trema) e guata
la goccia che cade, il cavo vetro
il qual, precipitando, d’uno fassi
molti in uno scintillio di note.
E se mai tardi qualche pigro grave
a giungere il suo luogo naturale,
l’intelligenza felina leggiadra
’l move, sì ch’al suo fin vada con l’ale.
Gioisci adunque Umano fortunato,
più che pe’ ogni trista gloria terrena,
se d’udir t’è dato il gatto contento
ch’in sua beatitudine impastando
ti suoni la Musica delle Sfere!
Vigna Sotto la Pioggia
6/5/2022
La luminescenza cerea
del cielo
merla d’argento
la fosca tempesta degli ulivi che
si spintonano
sul mare fosforescente
onde le viti
s’attorcono alle loro pallide canne
come le code
nere
di un esercito di tritoni
armati di lence.
Podarcis muralis
27/11/2020
Rizzansi l’aure al lampo scricchiante,
presti s’aizzano gl’occhi tra’ sassi
roventi: eccoti spirto furtivo
e quatto! Immobile i’ agguato, tu
immobile all’erta, ardono i lumi
d’ambra e ti miro e lo spazio e lo tempo
s’interna, s’esterna la mente: la stessa,
fammi la stessa tensione di pietra
per che pulsa ’l torace arabescato
e sento il Sol sul tuo collo teso,
il ruvido calor terrestre sento
sotto l’avide zampe! Illusion
mirabile del sentimento d’altri!
Mi scote un brivido e ratta dispari.
Cicada orni
12/10/2020
Trafiggon l’ugne la chioma: “Ahi, lasso!”.
Requie non trovi in lo carcer sonante
e ’l carro del Sol che ’l fiammante passo
affretti supplichi invano, ché tante
e tante ore ancora tra te e la quiete
s’ergono crudeli. “Perché” ti chiedi
“le scordate corde note più liete
non cantano tra le silvestri sedi?”
Ingenuo! Che le superbe armonie
umane tieni a universal piacere,
né pensi che alle cicale son quali
le cicale a te: stupende sinfonie
odon quell’esapodi dame altiere
che lustrano innanzi a’ cavallier l’ali.